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Bambini asmatici già nell’utero materno?
Da anni si discute sugli effetti negativi che il crescente livello di inquinamento ha sulla nostra salute, ed il numero di bambini che soffrono di allergie ed asma sembra aumentare di anno in anno. Secondo ricerche svolte recentemente da due università USA, i bambini che nascono in aeree con un alto livello di inquinamento per via del traffico, sono maggiormente a rischio di asma causato da cambiamenti genetici acquisiti nell’utero materno. L’analisi dei ricercatori effettuata sul sangue prelevato da cordoni ombelicali di bambini nati a New York, ha infatti rilevato un’alterazione epigenetica nel gene ACSL3. Tale alterazione viene associata con l’esposizione prenatale ad alcuni composti chimici che si creano come sottoprodotti di una combustione incompleta dei carburanti contenenti carbonio, presente in grande quantità in aree ad alta densità di traffico. Il direttore del Centro di Genetica Ambientale commenta: “La nostra ricerca supporta il concetto che l’esposizione ambientale può interagire con i geni in periodi di sviluppo importanti per poi scatenare l’insorgenza di malattie nel corso della vita, e che i tessuti vengono riprogrammati per poi diventare anormali”.
Per leggere l’intero articolo come pubblicato su ScienceDaily, andate qui.
da tina
Consigli sull’educazione del bambino piccolo.
Ecco il titolo promettente di un articolo che ho trovato questa mattina. E’ stato scritto pensando a genitori che lottano con i piccoli dai 2 ai 3 anni, e consiste in alcuni passi che dovrebbero rendere la vita più facile e meno frustrante sia per i piccoli che per i grandi.
1. Aiuta il tuo bambino a diventare un buon ascoltatore. Stabilisci sempre un contatto visivo prima d’iniziare un discorso e mantienilo.
2. Sviluppa la conoscenza base di tuo figlio e le sue capacità espressive. Aiutalo ad imparare i colori, numeri, il concetto di grandezza (tipo: la giraffa ha un collo lungo, la tartaruga ha le gambe corte) e spazio attraverso giochi.
3. Sviluppa la capacità di memoria di tuo figlio, insegnandogli canzoni e versetti, finche non le memorizza.
4. Rinforza le parole ed i concetti appena imparati. Quando tuo figlio ha imparato una parola o concetto nuovo, cerca di inserirlo nei tuoi discorsi.
Per chi volesse leggere l’intero articolo in inglese, potete trovarlo qui.
da tina
Linee guida per assicurare ai bambini una navigazione online sicura
Internet è una risorsa importante che permette alle famiglie di aggiornarsi, cercare informazioni, ascoltare musica, rimanere in contatto con gli amici etc. Va usato con intelligenza, specialmente quando si ha in casa bambini e teenagers, e così , l’Accademia Americana di Pediatria (AAP) raccomanda ai genitori di seguire i seguenti passi per rendere più sicura l’esperienza online dei loro figli:
• Usate la rete assieme ai vostri figli, in modo particolare con i piccoli sotto i 10 anni.
• Mettete il computer in una zona centrale in modo da facilitare il monitoraggio delle attività on-line. Il computer non dovrebbe mai essere situato in una stanza con una porta dove il genitore può essere chiuso fuori.
• Usate un software che memorizzi quali siti web i bambini hanno navigato.
• Andate sui siti che i vostri figli frequentano e cercate di capire come funzionano.
• Limitate il tempo “elettronico” di non più di due ore al giorno, il che include computer, televisione e videogiochi.
Inoltre i genitori dovrebbero imporre delle regole per l’uso del computer come ad esempio:
• Non dare mai informazioni personali, inclusi nome, indirizzo, numero telefonico, età, razza, scuola o ubicazione.
• Non condividere passwords, nemmeno con gli amici.
• Non incontrare mai un amico incontrato on-line se non con l’approvazione e
l’accompagnamento di un genitore.
• Non rispondere mai a messaggi imbarazzanti o capaci di ferire i sentimenti
Per saperne di più, potete consultare il sito dell’Accademia Americana di Pediatria.
da tina
La spesa on-line.
Visto che devo ottimizzare il mio tempo il più possibile, mi è appena venuta in mente un’idea: la spesa on-line! Non lo ho mai provata prima, ma co deve essere la prima, giusto? E così, adesso sogno di aprire la porta ad un ragazzo che bussa con i piedi e mi porta latte, carote e patate, insomma tutti quei chili e chili di spesa che prima faticavo a portare io. Immagino che costi di più per la consegna e che la spesa forse non arrivi subito, ma almeno non farò le spese d’impulso e non mi lascerò tentare dalla sezione cioccolato. Non devo affrontare un supermercato e le file per la cassa con due bambini stanchi con un livello di pazienza pari a zero. Personalmente mi sono iscritta qui, ma sono sicura che si possano trovare tante alternative valide.
da tina
5 buoni consigli sull’educazione.
Non esiste un unico modello di riferimento per quanto riguarda la buona educazione di un figlio. Esistono invece tanti modi quanti sono i bambini ma, tanto per offrire uno spunto, ecco cinque buoni consigli da una psicologa con tanti anni d’esperienza con bambini da 1 a 3 anni.
1. Ascolta il bambino. I bambini che vengono ascoltati imparano ad ascoltare. Se l’adulto dimentica d’ascoltare, spesso sorgono fraintendimenti e conflitti tra piccoli e grandi. Bisogna sentire la parola del bambino ma anche tutte le altre espressioni non verbali come la mimica facciale, la postura del corpo etc.
2. Limitate le possibilità di scelta del bambino. Non mettete il bambino in una situazione con tante scelte perché i bambini piccoli non riescono a capire le conseguenze. Per esempio, non lasciate decidere al bambino di tenere il suo ciuccio o ricevere un regalo. Il desiderio del regalo è forte nel preciso istante in cui la scelta viene formulata, ma il bambino non sa valutare se riesce a non avere il ciuccio per andare al letto la sera. La scelta buona è la più concreta tipo: vuoi il maglione blu o verde per andare al nido?”
3. Dite di no. A volte può essere difficile dire di no ma, visto che la vita è piena di limiti, è molto importante per il bambino imparare a gestire un no. E’ meglio per il bambino impararlo a casa dagli adulti che lo amano
incondizionatamente. Se il bambino non lo impara a casa, saranno altri adulti ad insegnarglielo,e raramente saranno egualmente tolleranti come i genitori.
4. Lascia che la parola viene seguita dall’azione. I bambini notano più le nostre azioni che le nostre parole, ed ecco perché è così importante che parola ed azione vadano assieme. Per esempio, se il bambino saltella sul sofa e non si ferma quando gli viene richiesto, è una buona idea andare al sofa ed aiutarlo a scendere mentre si ripete che “mamma non vuole che saltelli sul sofa”. Legare la parola all’azione prima di arrabbiarsi aiuta molto meglio che strillare e punire il bambino.
5. Guarda te stessa. I bambini imparano guardando cosa fanno gli adulti. Imitano quello che facciamo e diventano come noi. Se, per esempio, il bambino usa le parolacce, sarebbe opportuno chiedersi dove il bambino ha visto adulti comportarsi così tra di loro. Se non si riconosce affatto, si può dire al bambino “Può darsi che hai sentito usare quelle parole in televisione o a scuola o altrove, ma non le usiamo qui a casa. Io mi rivolgo bene a te e vorrei che tu ti rivolgessi bene a me.”
da tina
Effetti dello zucchero, dei coloranti artificiali e degli aromi sul cervello.
“Sebbene l’effetto sul comportamento di queste sostanze possano essere veramente forti, gli effetti sui processi cerebrali e sull’intelligenza sono anch’essi significativi. Nel 1979, le scuole di New York cambiarono radicalmente il programma alimentare delle mense scolastiche, escludendo cibi ad alto contenuto di zucchero e due coloranti alimentari sintetici. In un anno i risultati scolastici migliorarono, rispetto a quelli standard della California, dell’8%. Il sistema scolastico bandì tutti i coloranti e gli aromi alimentari artificiali. I risultati aumentarono ancora di un 4%. Tre anni più tardi, nel 1983, vennero banditi tutti i cibi che contenevano BHT e BHA. I risultati aumentarono ancora del 4%. Ciò significa che il cibo consumato nelle mense scolastiche diminuisce di un 16% il rendimento degli studenti.”
Per leggere l’intero articoli ed altri testi simili, andate a rabbrividire qui.
da tina
Come prevenire che i bambini si fanno male in cucina.
Coinvolgere i bambini in cucina è una maniera perfetta per passare un po’ di tempo assieme ma naturalmente richiede prendere delle precauzioni per evitare che i piccoli si facciano male. Tanti genitori sono attenti all’acqua calda del rubinetto, ma ci sono molti altri pericoli in agguato che bisogna prendere in considerazione come mettere le mani nel forno a microonde, versare liquidi caldi o tirar via le pentole dal fuoco. Ogni anno, le sale di primo soccorso accolgono migliaia di bambini con bruciature. Per prevenirle, l’Accademia Americana di Pediatria (AAP) ha pubblicato i seguenti consigli:
• Ricorda che il vapore è più caldo dell’acqua bollente. State attenti quando i
bambini si trovano nelle vicinanze di vasche da bagno o pentole con acqua bollente.
• Impostate la vostra caldaia in modo che la temperatura massima non superi i 49°.
• Non lasciate mai i mestoli nella pentola mentre cucinate.
• Assicuratevi che la tovaglia non tocchi terra. Tante bruciature si verificano quando i bambini afferrano o inciampano su un angolo della tovaglia..
• Controllate bene gli alimenti o i liquidi scaldati nel forno a micro-onde prima di darli ai bambini.
L’AAPS raccomanda che se il bambino dovesse bruciarsi, di immergere l’area nell’acqua fredda, di non applicate il ghiaccio o usare altri rimedi come il burro o l’olio. Per le bruciature più serie dove il dolore rimane per più di un paio d’ore, contattate la vostra pediatra.
Ecco dove potete leggere l’intero articolo in inglese.
da tina
La mamma ideale.
Non sono il genitore che vorrei essere! E’ brutto ammetterlo, ma mi trovo talmente lontana dall’idea della “mamma che vorrei essere”, che mi sembra quasi inutile tentare di recuperare. Pensavo di diventare una di quelle donne che preparano piatti nutrienti per i figli (e non i bastoncini di pesce), che inventa giochi didattici per loro (invece di piantarli di fronte alla tv), che li riprende con calma ed in modo costruttivo(invece di afferrarli per il braccio) e che si ricorda perfettamente di tutti i vaccini, medicinali etc presi nella loro vita. E invece no. Come tipo mi avvicino di più a quella donna, senza un filo di trucco e con i capelli leggermente sporchi che incontri al supermercato con due figli che strillano, mentre gli altri pensano “ma perché li ha fatti i figli, quella!”
Ahimè, le cose non vanno sempre come pensiamo, ma ormai ho raggiunto un livello dove mi sento di poter dire “Okay, ce ne sono di opportunità per migliorare – detto in maniera diplomatica -, e anche se non tutto è perfetto, va bene così.” Per chi di voi ancora non ha abbassato gli standard, forse questo è il libro che fa per voi; personalmente vado per un buon giallo.
da tina
I benefici del melograno.
Una delle regole del mangiar sano, che vale sia per i grandi che per i piccini, è di mangiare frutta di stagione, preferibilmente a km zero (cioè da produttori locali), e un frutto che adesso si inizia a vedere al mercato è il melograno. Ancora non l’ho fatto assaggiare al bambino grande di due anni, più per pigrizia che altro visto che prevedo il disastro quando lo vorrà mangiare da solo, ma leggendo questo articolo, mi sa che vale la pena provarlo.
Per chi di voi volesse imparare qualcosa in più sulle sue proprietà suggerisco di andare qui.
da tina
Crisis Management.
Una volta, in una dimensione diversa, anni e anni luce fa, mi occupavo di crisis management. Lo faccio ancora. Anzi, lo faccio su un livello molto ma molto più alto adesso. E merito sicuramente un aumento di stipendio, più qualche giorno di riposo. Per il momento, la sfida giornaliera è la gestione dei capricci del grande di 2 anni, spesso scatenati dalla gelosia verso il piccolo di 5 mesi che, guarda caso, sembra sempre giocare proprio con ‘quel’ giocattolo, anche se non lo degnava di uno sguardo da mesi. So che questa situazione è normale, che bisogna avere pazienza e cercare di immedesimarsi nei suoi panni, capire le suoi frustrazioni e comunicare al suo livello etc, ma spesso mi viene semplicemente voglia di gridargli di smetterla (lo so, non è molto costruttivo pedagogicamente parlando ma, ahimé, non sono una mamma perfetta).
Per avere delle idee nuove su come gestire queste situazioni, sono andata a leggere qualche pagina sul internet ed ho capito che alcuni bambini, durante questi attacchi di isterismo o capricci, come li vogliamo chiamare, addirittura trattengono il proprio fiato fino a diventare blu. Per fortuna, ancora non ho dovuto affrontare una situazione simile, ma giusto per essere preparata, sono andata a curiosare qui e qui.
da tina





